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I CAVALLI DI GENGISI KHAN

Ciao Domini benvenuti in questo nuovo post!

Oggi voglio parlarvi dei cavalli mongoli di Gengis Khan.

Gengis khan, immagine generata con l’A.I di Canva.

Gengis Khan è stato un condottiero e sovrano mongolo.

Considerando uno dei più grandi conquistatori del mondo.

L’impero mongolo creato da Gengis khan e i suoi discendenti.

Ma perfino il grande Gengis khan non sarebbe riuscito nella sua impresa di conquista dell’Asia, senza un importante aiuto.

Quello dei suoi cavalli.

I CAVALLI MONGOLI DI GENGIS KHAN

Mongoli a cavallo

Senza cavalli mongoli non ci sarebbe stato alcun impero mongolo.

Ma che cosa rende il cavallo mongolo così unico al mondo?

Partiamo prima dalle basi.

Il cavallo mongolo è un cavallo semi-selvaggio nativo dell’Altopiano della Mongolia. 

Il Cavallo mongolo

Si presume che la razza sia rimasta in gran parte immutata dai tempi di Gengis Khan il chè farebbe del cavallo mongolo, l’unico cavallo al mondo senza intervento umano nella sua struttura genetica. 

Cavallini che si abbracciano

IL POTENTE CAVALLO MONGOLO

Forse penserete, che essendo stato così indispensabile per la conquista mongola, il cavallo mongolo sia di stazza grande e possente.. bé incredibilmente non è affatto così!

Il cavallo mongolo è in realtà di stazza piuttosto piccola, con un corpo piccolo e una testa grande.

Le loro criniere e code sono molto lunghe, e i loro zoccoli sono così forti, che pochissimi cavalli usano i ferri di cavallo.

I cavalli mongoli richiedono poca manutenzione, sono resistenti e hanno un passo sicuro su terreni accidentati.

Cavalli mongoli in marcia
Cavalli mongoli in marcia

Sono in grado di macinare fino a un centinaio di chilometri al giorno.

Mongoli a cavallo

 Sanno trotterellare leggeri anche sul ghiaccio, nella più assoluta sicurezza per chi li montava.

Mongoli al galoppo nel ghiaccio

Vivono all’aperto tutto l’anno, e sono in grado di affrontare temperature dai 30 °C in estate, fino a −40 °C in inverno, pascolando liberi in cerca di cibo.

Cavalli che si abbeverano

ARRIVANO LE STAFFE!

Grazie all’uso delle staffe, introdotte probabilmente grazie ai cinesi, i Mongoli poterono svincolarsi dalle redini e sfruttare entrambe le braccia per agire con più efficacia di spada, di lancia, di scudo ma soprattutto di arco.

L’arco era l’arma mongola per eccellenza, che gli antichi mongoli confezionavano con sezioni alternate di corno e di bambù unite fra loro da terra e resina. 

Mongolo a cavallo che tira con l’arco

La sella mongola ha un seggio alto con struttura in legno, questo  permette al cavaliere di svolgere liberamente altri compiti da cavallo (ad esempio montare cavalli, trasportare animali, tiro con l’arco, ecc.)

Sella Mongola

Il cavallo mongolo è molto importante nella vita dell’antico popolo mongolo.

I mongoli hanno un detto : “Un uomo senza cavallo è come un uccello senza ali”.

Pertanto non è sorprendente, che hanno creato molti miti e opere, su questi splendidi compagni di vita.

Non a caso, in tempi moderni, l’emblema della Mongolia adottato nel 1992 è un cavallo.

Emblema Mongolia 1992

DEL CAVALLO NON SI SPRECA NIENTE

Un detto molto comune da noi è “del maiale non si butta via niente”, bè nell’ Antica Mongolia questo valeva soprattutto per il cavallo (ma anche per altri animali)

Del cavallo i mongoli utilizzavano tutto, con le criniere fabbricavano corde, con il latte preparavano la loro bevanda nazionale, l’airag (o kumis), latte di giumenta fermentato e moltissimi altri sottoprodotti.

Una cavalla mongola viene munta
Airag, il atte di giumenta fermentato dentro una sacca di cuoio.

Dai cavalli (come anche da mucche e pecore) si ricavava tutto l’essenziale per vivere: la pelle diventava cuoio, la cartilagine della pelle diventava gelatina usata come colla, le criniere di cavalli e cammelli diventavano fili per cucire, mentre i tendini si trasformavano in corde, per creare archi e molto altro.

Insomma degli animali, veniva usato tutto.

Una ger, la tipica casa mongola

Con le interiora e il sangue, degli animali si preparavano salsicce che Guglielmo di Rubruck, il monaco medievale, che visitò la Mongolia, giudicò più buone di quelle di maiale che si consumavano in Europa.

Ho visto un video dove fanno una gelatina con gli zoccoli dei cavalli: gli tolgono i peli, li lavano, tagliano a pezzi l’interno dello zoccolo, poi lo cuociono con erbe aromatiche e spezie e lasciano raffreddare ed ecco una bella gelatina di zoccolo di cavallo!

Gelatina di zoccoli di cavallo

I CAVALLI MONGOLI OGGI

Oggi i cavalli, non rivestono più la stessa importanza di un tempo, e la maggior parte è stata sostituita da motociclette.

Ma non per questo sono meno amati, basti pensare che secondo l’ultimo censimento del bestiame del 2018, sono stati registrati complessivamente 3,9 milioni di cavalli, il 18% in più rispetto alla popolazione della Mongolia.

Insomma in Mongolia, nel 2018, c’erano più cavalli che persone!

Le gare di cavalli sono anche il secondo sport tradizionale più importante in Mongolia, dopo il wrestling.

Corsa dei cavalli in Mongolia

Per saperne di più sulla vita di Gengis khan vi posto il video sul canale Youtube⬇️

BIBLIOGRAFIA:

Vito Bianchi, Gengis Khan, il principe dei nomadi, Bari, Editori Laterza, 2007.

I grandi della storia, Gengis khan, Milano, Arnoldi Mondadori Editore,1970.

Marco Polo, il Milione, Milano, Bur Rizzoli, 2009

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